TERREMOTO VIS PESARO
Il presidente Rossi si dimette e con lui se ne vanno 15 dei 20 soci
di Emanuele Lucarini
Terremoto in casa Vis Pesaro. Scosse telluriche poderose che hanno portato a un epilogo improvviso, ma non troppo. Il presidente Lorenzo Rossi (foto) si è dimesso. Lo ha fatto in una conferenza stampa infuocata in cui ha sparato a zero su tutti e tutto (mister De Angelis e team manager Muratori specialmente). Con lui se ne vanno anche 15 dei 20 soci del club nato poco più di un anno fa. Antonio Vecchione, Paolo Vetrari, Riccardo Rossetti, Stefano Braccioni, Cinzia Annibalini, Amedeo Canti, Luca Ferri, Anna Maria Ceccaroli, Mario Morazzini, Anna Nicolini, Marco Ferri, Luca Azzolini, Marco Rossetti, Carlo Mercantini e Silvano Martinotti hanno messo a disposizione le quote (circa il 49% del capitale societario) a chiunque volesse subentrare.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso il Cda di lunedì. Il presidente Rossi e i dirigenti che lo appoggiavano avrebbero voluto esonerare mister e team manager per mancanza di risultati (un punto in 6 partite) ma i consiglieri Enrico Cafiero, Fulvio Urbinelli, Federico Gori e Bruno Barbieri – forti di una risicatissima maggioranza di quote ma pur sempre una maggioranza, contando anche quelle quote di Osvaldo Giampaoli – si erano opposti.
Nel dare le dimissioni, Rossi ha sputato parole di fuoco: "Me ne vado perché impossibilitato a svolgere appieno le mie funzioni. Una scelta che faccio per il bene della Vis, per la tutela della mia dignità e dei miei più stretti collaboratori. L’anno scorso potevo svolgere appieno la mia funzione, con una gestione rispettosa di tutti e tutto che aveva portato i suoi frutti (vincita della coppa Italia di Promozione e salto in Eccellenza, ndr). Ma quel clima di collaborazione e stima purtroppo non c’è più: nell’ultimo mese e mezzo, da quando ci sono De Angelis e Muratori, si è instaurato il metodo del terrore e della caccia alle streghe, del pressappochismo. Tra giocatori mandati via in malo modo e altri che hanno chiesto di andarsene, oggi imperano la confusione e atteggiamenti poco professionali. Aveva ragione Bruscoli (il penultimo presidente della “vecchia” Vis, ndr) quando cacciò Muratori dopo pochi mesi”.
Sul team manager Paolo Muratori il presidente dimissionario sputa veleno: “Ha dimostrato comportamenti millantatori: non escludo che possa essere telecomandato anche da qualche Palazzo istituzionale. Il giorno prima di iniziare a lavorare si è permesso di andare a dire tutti che io, il presidente che lo aveva fatto votare all’unanimità nonostante la contrarietà di 2 soci, ero una mela marcia da cacciare e che in società comandava la cordata di Cafiero. Lui che sparava a zero sui procuratori ma che da quando è entrato in società ha riempito il Benelli di "angeli dei calciatori” a cui dà biglietti omaggio”.
Il gran finale di Lorenzo Rossi tira in ballo anche mister Gianluca De Angelis: “Avevo lasciato correre tutto questo, ma alla fine si è formata una miscela esplosiva guardando alla gestione sua e di quel “piccolo uomo” di Gianluca De Angelis che si è messo a fare il direttore d’orchestra. Aveva ragione il presidente della Cingolana quando in tv aveva fatto capire che non è all’altezza di queste categorie. Questo allenatore ha sostanzialmente fatto cambiare squadra indicando personalmente tutti gli arrivi. Ha fatto prendere, se non sbaglio, 13 giocatori, facendo spendere alla società 50.000 euro in più del preventivato. Ho deciso di allontanarmi per salvare il salvabile. Vedete il sottoscritto come colui che ha fatto rinascere il calcio a Pesaro. Con la stima ed amicizia che godo in città ho apportato in sponsorizzazioni 400.000 euro l’anno passato e 250.000 fino ad ora in questa stagione. Dico 400.000, a fronte dei 1.000 euro dell’avvocato Gori e dei 5.000 a testa del notaio Cafiero, dell’amico Barbieri e di Fulvio Urbinelli. E’ la semplice verità dei fatti”.
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